Le energie rinnovabili sono fonti di energia in grado di rigenerarsi naturalmente, come: sole, vento, acqua, calore terrestre, biomasse e mare. Non si esauriscono e, durante il loro utilizzo, non rilasciano gas serra nell’atmosfera.
Per chi progetta software per la green economy, però, le rinnovabili sono anche infrastrutture fatte di programmi, impianti, dati e autorizzazioni. Cerchiamo di capirne di più.
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Quali sono le fonti di energia rinnovabile?
Le principali fonti di energia rinnovabile sono 6. Scopriamo come funzionano, una per una.
- Solare: irraggiamento convertito in elettricità (fotovoltaico) o in calore (solare termico). In Italia è oggi la prima tra le fonti rinnovabili.
- Eolica: energia cinetica del vento trasformata in elettricità da turbine onshore o offshore.
- Idroelettrica: movimento di enormi masse d’acqua, in impianti a bacino, ad acqua fluente o di pompaggio.
- Geotermica: calore del sottosuolo per la generazione elettrica e il riscaldamento.
- Biomasse e biogas: scarti agricoli, forestali e organici trasformati in energia per la combustione.
- Marina: onde, maree e correnti: tecnologia promettente, ma ancora poco diffusa su scala industriale.
A cosa servono le energie rinnovabili?
Le energie rinnovabili servono, banalmente, a produrre elettricità, calore e carburante, ma in modo “più pulito”, riducendo cioè le emissioni di CO₂ e la dipendenza dalle importazioni estere. In concreto, servono a:
- decarbonizzare la produzione di energia elettrica;
- ridurre la dipendenza energetica da altri Paesi. Nel 2025, l’Italia da sola è riuscita a coprire l’84,9% del suo fabbisogno elettrico; il resto è giunto da Paesi terzi;
- portare elettricità dove la rete non arriva: nelle economie nascenti o nei Paesi in via di sviluppo le energie rinnovabili sono spesso l’unico modo per elettrificare le aree rurali, come ci ricorda Enel;
- creare filiere e occupazione nella manifattura, nell’installazione, nella manutenzione e nei servizi digitali.
C’è poi un vincolo normativo che sposta il piano da “opportunità” a “obbligo”: la direttiva RED III dell’Unione Europea fissa un obiettivo specifico: almeno il 42,5% di energia prodotta dell’intero continente dovrà provenire da fonti di energia rinnovabile entro il 2030, con l’ambizione del 45%.
Cosa significa non rinnovabile?
Una fonte non è rinnovabile quando si rigenera più lentamente rispetto al ritmo con cui la si consuma; inoltre, si tratta di riserve finite. Abbiamo due grandi famiglie:
- i combustibili fossili: carbone, petrolio greggio e gas naturale, derivanti da materia organica sedimentata nel sottosuolo;
- i combustibili nucleari, come l’uranio.
Una precisazione, spesso assente, è questa: rinnovabile non significa sostenibile al 100%, come spiega bene VIVI energia. La geotermia può rilasciare CO₂ in fase di estrazione, l’idroelettrico può alterare i corsi d’acqua e l’eolico ha impatti locali sulla fauna. Il confronto con i fossili resta nettamente a favore delle rinnovabili, ma una progettazione seria parte proprio dall’evidenza di questi limiti.
Quanta energia “pulita” produce l’Italia?
Nel 2025 i consumi elettrici italiani sono stati pari a 311,3 TWh; le fonti rinnovabili, quindi, hanno coperto il 41% della domanda, contro il 42% del 2024 (dati Terna). Il calo apparente nasconde due dinamiche opposte: il fotovoltaico ha segnato il record storico di 44,3 TWh (+25,1%), mentre l’idroelettrico è tornato ai livelli ordinari dopo l’eccezionale piovosità del 2024. Il risultato è un sorpasso storico: il solare è diventato la prima fonte rinnovabile del Paese con il 34,6% della produzione verde, davanti all’idroelettrico al 32,3%.
Il 2026 conferma la traiettoria. Nel primo semestre le rinnovabili hanno generato circa 67 TWh, pari al 42,8% della richiesta elettrica nazionale e al 50% della produzione interna; il solo fotovoltaico ha toccato 26,3 TWh (+19,2% sul 2025), coprendo il 16,8% della domanda, l’eolico l’8,3%.
Il nodo vero è la velocità. Al 30 giugno 2026 la potenza installata di eolico e fotovoltaico era di 60,5 GW: per centrare l’obiettivo del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) di 107 GW intorno al 2030, ne mancano circa 46 in quattro anni e mezzo. Cresce intanto la flessibilità del sistema: gli accumuli di energia sono stipati in 943.798 impianti per una capacità complessiva di 19,34 GWh.

Chi usa già le rinnovabili? 3 esempi concreti
3SUN Gigafactory
Lo stabilimento di Enel Green Power a Catania, che produce celle e moduli fotovoltaici a eterogiunzione con tecnologia proprietaria, punta a 3 GW annui di capacità generativa, con circa 600 addetti ai lavori. L’espansione, nota come progetto TANGO, è sostenuta da fondi PNRR e dall’Innovation Fund europeo: una filiera fotovoltaica europea costruita totalmente in Sicilia.
Beleolico
Beleolico è il primo parco eolico marino del Mediterraneo, operativo dal 2022: ha 10 turbine per 30 MW complessivi e oltre 58.000 MWh l’anno, equivalenti ai consumi di circa 18.500 famiglie. Realizzato da Renexia con 80 milioni di euro di investimento, è davanti al polo siderurgico della città di Taranto.
Plenitude
La società Plenitude di Eni ha chiuso il 2025 con 5,8 GW di capacità rinnovabile installata e punta a superare i 6,5 GW nel 2026, per poi raggiungere i 15 GW nel 2030, combinando solare, eolico onshore e offshore, stoccaggio ed eolico galleggiante.
Il software è l’infrastruttura invisibile
Un dato spiega perché la transizione è anche una partita digitale: con il solare e l’eolico sopra il 25% della domanda elettrica, l’energia non è più programmabile come lo era una centrale termica. Servono previsione della produzione, monitoraggio sul campo, gestione degli asset e degli accumuli, algoritmi di ripartizione dell’energia condivisa nelle comunità energetiche, piattaforme di rendicontazione per i finanziamenti pubblici.
È il terreno su cui IPPO Engineering lavora dal 2004. Abbiamo sviluppato software per uno dei principali impianti di geotermia in Sicilia, a Letojanni (ME), e siamo stati partner del progetto STEP-2-SPORT sugli edifici sportivi a energia quasi zero (NZEB). Le nostre competenze su software per le energie rinnovabili ed efficienza energetica nascono da qui.
Cerchiamo partner per progetti nazionali ed europei sulle energie rinnovabili
I 46 GW che mancano all’obiettivo 2030 non si installano senza consorzi capaci di mettere insieme competenze diverse.
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