COS’É LA SOSTENIBILITÁ AMBIENTALE

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Il concetto di sostenibilità ambientale, entrato di recente a far parte del nostro vocabolario comune, fa riferimento alle condizioni biofisiche della Terra e all’uso che viene fatto delle sue risorse, risorse esauribili e che non possono essere sfruttate per sempre. Vediamo insieme cos’è la sostenibilità ambientale e quali sono i suoi obiettivi.

LE CARATTERISTICHE DELLA SOSTENIBILITÁ AMBIENTALE

Le prime due leggi della termodinamica affermano che l’energia esistente non può essere distrutta ma solo essere trasformata, e che quando ciò avviene vi è una perdita di quantità di energia disponibile per il futuro. La sostenibilità, quindi, vuole assicurare il rispetto e il corretto utilizzo delle risorse oggi disponibili nel mondo.

Ma quali sono le caratteristiche della sostenibilità e i suoi elementi distintivi? Economia, uguaglianza e ambiente. Si parla di sostenibilità ambientale quando questi tre elementi funzionano allo stesso tempo. In altre parole, proteggendo l’ambiente si promuove l’uguaglianza e si preserva la crescita economica.

Obiettivi della sostenibilità ambientale

Il primo obiettivo della sostenibilità ambientale è quello di preservare le risorse del Pianeta in questo modo:

I problemi della sostenibilità ambientale

Il concetto di sostenibilità ambientale non è ancora universalmente condiviso, poiché accompagnato da varie controversie e scetticismi. Esso sono legati al fatto che per molti la sostenibilità viene vista come una minaccia alla propria indipendenza e alle proprie libertà. Inoltre, i regolamenti e le normative imposti dalle Nazioni Unite sono considerati troppo invasivi e gli scettici del cambiamento climatico negane ancora la sua esistenza.

UN MONDO ECO-FRIENDLY

Eco-friendly, green-living ed ecosostenibile sono parole sempre più usate e forse abusate in ogni contesto, dalla pubblicità al commercio dei prodotti sul mercato. Ma cosa significa davvero eco-friendly?

Essere eco-friendly significa essere cosciente di un fenomeno che può salvare il Pianeta, trasformandolo in un luogo migliore per il presente e per il futuro.

I termini sopracitati sono perciò sinonimi e vogliono esprimere la loro “amicizia” e vicinanza nei confronti del Pianeta. Tutto ciò che è eco-friendly non è nocivo per l‘ambiente. Uno stile di vita eco-friendly ha cura anche degli animali, delle piante e dell’intero ecosistema.

Essere earth–friendly, amici della Terra, è possibile se ci si ricorda che siamo ospiti di un mondo che è di tutti e che pertanto va rispettato e preservato per le generazioni future.

Le prove di ciò che sta accadendo le abbiamo ogni giorno, con la morte dei pesci nel loro stesso habitat, con la scomparsa graduale delle colture e con la morte delle persone per mancanza di cibo nei paesi in via di sviluppo.

La terra e i ghiacciai si restringono, la flora e la fauna cambiano e bisogna fare qualcosa subito. Anche la tecnologia e i prodotti più recenti creano danni all’ambiente, costringendo tante persone a cambiare il proprio modo di vivere, a partire dalla ricerca di prodotti ecologici.

Ecco alcune delle attività eco-compatibili più semplici da poter adottare da subito:

Oggi il consumatore vuole informarsi, per questo le aziende hanno iniziato a investire sull’eco-friendly e sull’elaborazione di prodotti ecologici, per creare nuove imprese ecosostenibili ed ecosolidali. Non tutti i prodotti eco-friendly, però, sono sicuri per l‘ambiente. Controllare le etichette o cercare informazioni e recensioni su internet aiuta a distinguere tra prodotti davvero ecosostenibili e prodotti ancora dannosi per l’ambiente.

ECONOMIA CIRCOLARE E SOSTENIBILITÁ AMBIENTALE

In un mondo sempre più green, lo stato di salute del pianeta impone che i cittadini intraprendano la strada della sostenibilità energetica e della riduzione dell’impatto della nostra vita sull’ambiente. Da questo scenario sorge la cosiddetta economia ambientale.

L’economia dell’ambiente si occupa delle problematiche e delle scelte ambientali e studia gli effetti della crescita economica sulle funzioni dell’ambiente. Essa tiene conto del consumatore, dell’efficienza del mercato e del meccanismo dei prezzi.

L’economia dell’ambiente è diversa dall’economia ecologica, la quale intende l’economia come un sub-sistema e si focalizza sul mantenimento del capitale naturale.

Gli economisti ambientali si occupano di temi quali il livello di inquinamento accettabile da un sistema e gli strumenti di politica economica collegati, l’analisi della legislazione ambientale e degli accordi internazionali per la protezione delle risorse ambientali e la valutazione dei beni extra-mercato.

Anche detta economia circolare, l’economia ambientale è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei prodotti, in modo da allungare il loro di vita e ridurre la produzione di rifiuti. I prodotti inutilizzabili vengono poi trasformati e reintrodotti nel ciclo economico per generare ulteriore valore in un’altra forma.

Il passaggio ad un’economia circolare, dove tutto ciò che si consuma non si getta ma si ricicla, porta anche questi vantaggi:

Con l’economia circolare i consumatori avranno a disposizione prodotti più durevoli che miglioreranno la qualità di vita.

SOSTENIBILITÁ AMBIENTALE E MARINE LITTER

Il Protocollo d’intesa firmato da Cassa Depositi e Prestiti, Eni e Fincantieri, punta alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare per l’adozione di soluzioni tecnologiche per il problema del marine litter, ovvero i rifiuti plastici che compromettono l’ecosistema marino e costiero.

L’obiettivo è individuare tecnologie per la raccolta dei rifiuti dispersi in mare e riutilizzarli per generare prodotti per la mobilità e applicazioni industriali.

Il provvedimento di Cassa Depositi e Prestiti si propone di promuovere nuovi modelli di business con l’apporto delle proprie competenze economico-finanziarie e dei rapporti con le istituzioni. Fincantieri effettuerà la scelta dei mezzi navali, studierà la logistica per la raccolta, la selezione ed il trattamento in mare dei rifiuti e si occuperà dello smaltimento dei prodotti non trattabili.

Come previsto dal Piano Industriale 2019 – 2021, si vuole realizzare un modello di crescita orientato alla sostenibilità e all’economia circolare, in grado di generare un impatto positivo a livello socio-economico ed ambientale. Per creare valore, infatti, bisogna unire crescita e solidità finanziaria alla sostenibilità sociale e ambientale.

Finanza verde

Anche l’Europa si è attivata per sviluppare un sistema finanziario più sostenibile. La nuova consultazione porterà al primo atto delegato per stabilire i criteri tecnici di valutazione per le attività economiche che contribuiranno agli obiettivi ambientali europei. Alcuni Stati membri hanno chiesto l’inclusione del nucleare negli investimenti “verdi”.

Per ottenere il bollino green, un’attività economica dovrà garantire un contributo ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali previsti dalla tassonomia:

Il primo atto delegato della Commissione UE si occuperà di attenuare il cambiamento climatico e nel 2021 un secondo atto delegato + si concentrerà sugli altri quattro obiettivi ambientali fissati dal regolamento sulla tassonomia.

LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE IN ITALIA

La Relazione per paese relativa all’Italia 2020 affronta la situazione italiana in merito a riforme strutturali, prevenzione e correzione degli squilibri macroeconomici nell’ambito della sostenibilità ambientale dell’European Green New Deal.

L’Italia ha registrato finora buoni risultati nello sviluppo sostenibile, con la riduzione del 18% delle emissioni di gas a effetto serra. Ma se le imprese hanno adottato maggiori misure per affrontare le problematiche ambientali, nelle famiglie non è ancora accaduto un importante investimento nell’economia circolare.

Il sostegno del governo italiano alla green economy sta registrando dei progressi e le nuove iniziative promosse a livello nazionale, riguardo l’energia e il clima, dimostrano un reale interesse a sostegno della transizione verde. Le nuove misure vogliono favorire le imprese negli investimenti verdi con un fondo specifico e mediante garanzie pubbliche. Si promuove l’economia verde anche favorendo la decarbonizzazione, la riduzione delle emissioni, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale. Per riuscire al meglio in questa missione è necessaria una sinergia tra i settori e le politiche.

Le imprese italiane e l’economia circolare

Le imprese italiane stanno diventando più verdi. Più del 60% delle imprese manifatturiere ha adottato misure di tutela ambientale, ma solo una piccola percentuale di queste internalizza i costi ambientali. C’è comunque un aumento negli investimenti delle imprese nella tutela ambientale grazie alle PMI. Le grandi imprese invece sono in calo.

Gli ecoinvestimenti contribuiscono all’andamento delle esportazioni: di recente più del 51% delle imprese che investe nell’ecoinnovazione ha infatti incrementato le esportazioni.

In Italia, inoltre, la transizione verde inciderebbe positivamente anche a livello sociale, con l’aumento di ecoindustrie e posti di lavoro verdi, soprattutto nei settori energia, rifiuti e acqua. Il settore con maggior crescita è l’agricoltura biologica.

Con la crescita della forza lavoro nei diversi settori, sarà fondamentale investire nelle competenze necessarie a favorire la riqualificazione dei lavoratori. La promozione dell’efficienza energetica andrà a migliorare anche l’accesso all’energia a prezzi ridotti.

Le scelte ecologiche in Italia

L’Italia è il quarto maggiore produttore di gas serra dell’UE e l’industria energetica è la principale responsabile delle emissioni di gas serra. Le principali fonti di emissioni in Italia sono le centrali a carbone e la produzione di ferro e acciaio. L’obiettivo è ridurre l’uso del carbone in due aree di intervento prioritarie, Taranto e il Sulcis Iglesiente in Sardegna.

Oltre che sulla salute delle persone, l’inquinamento atmosferico in Italia ha ripercussioni anche sulla vegetazione e sulle acque. Ne deriva che la decarbonizzazione dei trasporti è fondamentale per ridurre le emissioni di gas a effetto serra in tempi brevi.

Una soluzione può essere il trasporto ferroviario di merci anche a livello internazionale. Anche i porti possono svolgere un ruolo chiave. Invece, per lo sviluppo di una mobilità urbana sostenibile si registrano le recenti misure sugli autoveicoli aziendali con il decreto legge “Clima” del 2019, il piano strategico nazionale per una mobilità sostenibile.

Rispetto al riciclaggio dei rifiuti urbani, invece, ci sono netti miglioramenti, nonostante le discariche non conformi e la gestione inadeguata dei rifiuti in Campania del recente passato.

Per quanto riguarda il trattamento delle acque reflue e l’efficienza della distribuzione idrica siamo ancora indietro. Una bassa percentuale della popolazione è allacciata almeno alla rete secondaria di trattamento delle acque reflue e molti agglomerati sono risultati non conformi alle disposizioni europee per la raccolta e/o trattamento delle acque reflue urbane. Si registra anche un peggioramento dell’efficienza della rete di distribuzione dell’acqua potabile.

Adattamento al clima e prevenzione dei rischi

L’Italia è il secondo Paese più colpito dell’UE da catastrofi idrogeologiche, fenomeni meteorologici estremi, siccità e incendi boschivi. Questi disastri negli ultimi anni hanno comportato perdite economiche per circa 65 miliardi di euro e oltre 20k di vittime. Solo il 5% delle perdite era assicurato, quindi lo Stato e le vittime hanno dovuto assorbire da soli le perdite.

La Commissione UE e le associazioni ambientaliste sollecitano il governo per una strategia globale e un piano nazionale di adattamento al clima, per ridurre il rischio di catastrofi. Gli investimenti in tale senso possono ridurre i rischi idrogeologici e sismici.

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